INVENTO E SVILUPPO MACCHINARI CHE NON ESISTONO ANCORA

 

Non mi limito a migliorare ciò che già esiste. Studio nuove soluzioni, le progetto e le sviluppo fino a trasformare un’idea in una macchina concreta.

 

Chi sono

Sono Mario Monetto.

Fin da ragazzo ho avuto una forte curiosità e una passione per l’invenzione e la costruzione di soluzioni nuove. Ancora minorenne, a 17 anni, ho realizzato la mia prima invenzione.

Ho frequentato la scuola fino alla quinta elementare, ma la mia vera formazione è nata soprattutto sul campo: attraverso il lavoro, l’esperienza diretta, l’osservazione e la continua ricerca di soluzioni ai problemi che incontravo ogni giorno.

Nel corso della mia vita ho avuto anche la possibilità di fare esperienze che hanno contribuito profondamente a formare il mio modo di vedere il mondo. Per motivi di lavoro ho viaggiato in diversi Paesi e in molte zone agricole, entrando in contatto con culture, persone e realtà economiche molto diverse tra loro.

Non viaggiavo come turista: il mio lavoro mi portava spesso nei villaggi, nelle campagne e nelle zone agricole più lontane dai percorsi turistici, dove potevo vedere direttamente come lavoravano le persone e quali strumenti utilizzavano.

In alcune zone dell’Africa, 30 o 40 anni fa, mi è capitato di incontrare ragazzi di 10 o 15 anni che non avevano mai visto una persona bianca. In Mongolia, circa vent’anni fa, ho conosciuto una realtà profondamente diversa dalla nostra, dove venivano ancora utilizzate attrezzature e strumenti manuali molto antichi, talmente arretrati rispetto ai nostri standard che qui si sarebbero potuti vedere quasi esclusivamente esposti in un museo.

Ho visto Paesi molto poveri, dove il lavoro agricolo veniva svolto ancora con attrezzi manuali, e Paesi ricchi e sviluppati, dove la tecnologia e la meccanizzazione avevano raggiunto livelli completamente diversi.

Queste esperienze mi hanno insegnato soprattutto a osservare e confrontare. Mi chiedevo perché una soluzione funzionasse in un Paese e non in un altro, perché alcune attività fossero semplici in una parte del mondo e molto difficili in un’altra, e perché determinati lavori venissero ancora svolti manualmente quando potevano essere realizzati in modo più semplice ed efficiente.

I libri possono insegnare molte cose, ma l’esperienza diretta ti mette davanti alla realtà. Ti permette di vedere con i tuoi occhi le difficoltà, capire le esigenze delle persone e cercare concretamente una soluzione.

Per me, quindi, l’esperienza è stata una vera scuola. Le situazioni che ho vissuto, i lavori che ho svolto e le realtà che ho conosciuto mi hanno insegnato più di quanto avrei potuto imparare rimanendo soltanto sui libri.

È stata proprio questa esperienza, unita alla curiosità e all’osservazione, ad aiutarmi a sviluppare molte delle mie idee.

Le prime invenzioni sono nate dalle esigenze concrete dell’azienda agricola di famiglia. Negli anni ’80 ho progettato e realizzato due importanti macchinari per la coltivazione dei fagioli, soluzioni che all’epoca venivano considerate molto difficili, se non addirittura impossibili da realizzare.

Quelle esperienze hanno rafforzato in me una convinzione che ancora oggi guida il mio lavoro: davanti a un problema esiste sempre la possibilità di trovare una strada diversa.

Da allora ho continuato a inventare, progettare e sviluppare nuove soluzioni. Nel corso degli anni ho ideato oltre 50 macchinari, destinati a diversi settori, tra cui agricoltura, edilizia, logistica, industria, settore forestale e segnaletica stradale.

Molte di queste invenzioni sono nate dall’osservazione di un’esigenza concreta e dalla volontà di trovare un modo più semplice, efficace e innovativo per svolgere un determinato lavoro.

Una particolare attenzione l’ho sempre avuta per i lavori manuali più faticosi, usuranti e rischiosi. Ho visto personalmente quanto alcune attività possano richiedere un grande sforzo fisico e quanto possano esporre le persone a infortuni, incidenti e problemi legati all’usura del corpo.

Proprio osservando queste difficoltà ho iniziato a pensare a come fosse possibile ridurre la fatica, aumentare la sicurezza e rendere il lavoro più semplice ed efficiente, sostituendo, quando possibile, le operazioni manuali con soluzioni meccaniche e innovative.

Oggi molte delle mie idee sono ancora sulla carta, ma rappresentano progetti sviluppati sulla base di decenni di esperienza, osservazione e continua attività di ricerca e progettazione.

Il mio modo di lavorare parte sempre da una domanda:

“Perché dobbiamo continuare a fare una cosa sempre nello stesso modo, se possiamo trovare un modo migliore?”

È da questa domanda che nascono le mie invenzioni.

E forse è proprio questo il principale insegnamento che ho ricevuto dalla mia vita e dai miei viaggi: l’esperienza ti insegna a guardare la realtà con occhi diversi. E quando impari a osservare i problemi da punti di vista diversi, puoi iniziare a immaginare soluzioni che prima sembravano impossibili.

Cosa faccio

Parto da un problema concreto e cerco una soluzione nuova, diversa da quelle tradizionali.

Dopo tanti anni di lavoro e di esperienza sul campo, da quando sono in pensione ho avuto più tempo da dedicare alle idee e ai progetti che avevo accumulato nel corso degli anni. Questo mi ha permesso di tornare a pensare, studiare e sviluppare nuove invenzioni con maggiore libertà.

Osservo un problema, cerco di capire perché esiste e come viene affrontato normalmente, poi provo a immaginare un sistema completamente diverso, più semplice, funzionale o efficace.

Dall'idea passo allo studio del funzionamento, alla progettazione dei componenti e alla definizione del sistema. Quando il progetto è sufficientemente sviluppato, l'obiettivo è arrivare alla realizzazione del prototipo, per poter verificare concretamente la soluzione e capire come migliorarla.

Il mio lavoro consiste quindi nel trasformare un'idea nata dall'esperienza in un progetto concreto, cercando di creare macchinari e sistemi che possano offrire un modo nuovo di affrontare il lavoro.

Non parto da una macchina per cercare un problema: parto da un problema per progettare una macchina.

Mettiamo in connessione competenze, intuizioni e obiettivi per affrontare sfide complesse con uno sguardo nuovo.

Un nuovo modo di dare valore alle idee

momar nasce a Cuneo come uno spazio dedicato alla sperimentazione, alla progettazione e all’innovazione.

Ho creato momar per dare spazio alle idee, soprattutto a quelle che nascono dall’esperienza e dalla volontà di trovare un modo nuovo per affrontare un problema.

Credo che una buona idea non debba rimanere soltanto sulla carta. Per questo la studio, la sviluppo e cerco di trasformarla in qualcosa di concreto. Osservo un’esigenza, immagino una soluzione, la metto alla prova e cerco di migliorarla fino a renderla realmente applicabile.

Per me innovare significa avere il coraggio di pensare oltre ciò che già esiste, senza fermarsi davanti a ciò che sembra difficile o impossibile.

momar è quindi il luogo in cui le mie idee prendono forma: uno spazio per progettare, sperimentare e trasformare l’esperienza in nuove soluzioni.

Idee in movimento, risultati visibili

Ogni progetto è un’occasione per esplorare nuove possibilità. Nel portfolio di momar raccontiamo il percorso, le scelte e le soluzioni che rendono concreta l’innovazione.

“momar ha saputo trasformare una direzione ancora da definire in un progetto chiaro, credibile e pieno di possibilità.”

— Cliente pilota, Cuneo

“Un confronto concreto e stimolante: idee nuove, attenzione ai dettagli e una vera volontà di trovare la soluzione giusta.”

— Partner di progetto

“Abbiamo trovato un approccio aperto alla sperimentazione, capace di unire visione strategica e pragmatismo.”

— Collaboratore innovazione

momar, innovazione a Cuneo

Dove siamo

Cuneo, Italia
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Telefono : 3356282599 / 0171 502095